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Liturgia della Domenica 23 Febbraio - Il commento di Don Claudio
Dalla pagina delle beatitudini, capitolo 6 del Vangelo di Luca, all’attualizzazione concreta che il Vangelo sempre ci domanda. La pagina odierna si apre con quelli che potremo definire otto gradini dell’amore, sottolineati negli otto verbi: quattro rivolti a tutti: amate, fate, benedite, pregate; e quattro indirizzati al singolo, a ciascuno di noi: offri (porgi), non rifiutare, da’, non chiedere indietro.
Amore fattivo quello di Gesù, amore di mani, di tuniche, di prestiti, di verbi concreti, perché non c’è amore vero senza un fare. Non può esistere un amore fatto di proclami e di belle parole, ma per forza di cose l’amore deve tradursi in fatti concreti, fattivi, reali. Offri l’altra guancia, abbassa le difese, sii disarmato, non incutere paura, mostra che non hai nulla da difendere, neppure te stesso, e l’altro capirà l’assurdo di esserti nemico. Offri l’altra guancia altrimenti a vincere sarà sempre il più forte, il più armato, e violento, e crudele. Fallo, non per passività morbosa, ma prendendo tu l’iniziativa, riallacciando la relazione, facendo sempre il primo passo, perdonando, ricominciando, creando fiducia. «A chi ti strappa la veste non rifiutare neanche la tunica», incalza il maestro, rivolgendosi a chi, magari, non possiede altro che quello. Come a dire: da’ tutto quello che hai. La salvezza viene dal basso! Chi si fa povero salverà il mondo con Gesù. Strada privilegiata. Il maestro non convoca eroi nel suo Regno, né atleti chiamati a imprese impossibili. E infatti ecco il regalo di questo Vangelo: come volete che gli uomini facciano a voi così anche voi fate a loro. C’è un capovolgimento di quella che era un’espressione già presente nel libro di Tobia: Non fare a nessuno ciò che non piace a te (Tobia 4, 15). Non una regola, la regola d’oro a partire dal negativo ma dal positivo. “Ciò che desiderate per voi fatelo voi agli altri”. Il mondo che desideri, inizia tu a costruirlo! «Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo» (diceva Gandhi).
Centrale poi della pagina odierna è quell’espressione che è solo di Luca: “Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro”. Se in un altro passo della scrittura si dice perché egli è buono con i buoni e con i malvagi... qui Luca non fa alcun riferimento a chi è buono ma dice “perché egli è benevolo con gli ingrati e i malvagi”. Questa è la differenza che rende il cristiano unico! Misericordiosi... qualcosa che parte da dentro (l’evangelista usa un termine che è tipicamente femminile... le viscere materne) per accogliere e amare l’altro, contro ogni comune modo di pensare. Impegnativo ma non impossibile!
Ciò che desideri per te, ciò che ti tiene in vita e ti fa felice, questo tu darai al tuo compagno di strada, a chi ti vive accanto. È il cammino buono dell’umana perfezione. Legge che allarga il cuore, misura pigiata, colma e traboccante, che versa gioia nel grembo della vita e che il Signore anche oggi ci invita a coniugare con ciò che noi siamo, con le relazioni che siamo chiamati a costruire.