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Liturgia della Domenica 9 Marzo - Il commento di Don Claudio
Brevemente ci soffermiamo sulle tre letture che vengono poste alla nostra attenzione in questa prima domenica di Quaresima: la prima, tratta dal libro del Deuteronomio, è una professione di fede che il popolo, per bocca di Mosè, compie ricordando tre punti fermi che fanno parte della storia di Israele.
(1) Un uomo che lasciò tutto e si mise in cammino, con il popolo fece esperienza di schiavitù in Egitto;
(2) fu liberato dal Signore con mano potente e braccio teso e ...
(3) oggi fa esperienza di una terra dove scorrono latte e miele!
Fare memoria di quanto Dio ha compiuto e di quanto Egli compie... anche nella nostra vita!
Anche la seconda lettura, Paolo che scrive alla comunità di Roma, è una professione di fede di chi crede in Cristo. Una professione di fede fatta con la bocca e con il cuore, un’adesione fatta con le parole e con la vita. Ogni domenica dopo l’omelia rinnoviamo, mettendoci in piedi, la nostra professione di fede... proviamo a fare attenzione alle parole che tante volte diciamo senza dare troppo peso.
Il Vangelo ci parla delle tentazioni. Gesù viene guidato nel deserto per quaranta giorni. Non dovrebbe essere difficile provare a pensare a questo luogo, a questo ambiente... quando parliamo di deserto inevitabilmente siamo portati a pensare ad un luogo dove manca tutto, il cibo, l’acqua, un riparo, ... con il sole che ti cuoce di giorno e le temperature che scendono di notte ... il deserto, da non pensare a quello fatto di sabbia ma fatto di sassi e rocce è il luogo dove si è messi alla prova e ci si confronta con sé stessi, ci si incontra con Dio, con l’Assoluto ... Gesù vive questa esperienza, come la visse per quarant’anni il popolo di Israele. Al termine il diavolo lo mette alla prova. Tre sono le tentazioni riportate dall’Evangelista Luca. Quella della fame, quella del possedere e infine quella del dominare. Il Maligno incalza Gesù sempre a partire dalla Parola di Dio e Gesù con questa gli risponde.
[1] Gesù trasformerà si, potremmo dire, le pietre in pane ma non per sé stesso ma per il popolo e questo ci richiama come Dio è amore e vuole il nostro bene, il diavolo invece crea rottura, divisione e di certo non vuole il nostro bene.
[2] Solo a Dio va’ reso il culto e Lui solo va adorato. Quante volte siamo tentati di costruirci idoli che poi consa-pevolmente o meno adoriamo, e facciamo diventare il tutto della nostra vita.
[3] Sul punto più alto del tempio si sarebbe dovuto manifestare il Messia, secondo le attese del popolo di Israele... ma Gesù non è venuto per dominare ma per servire. Egli è certo che Dio è al suo fianco, lo sarà anche al momento della sua crocifissione. Non lo mette alla prova ma si fida di Lui. Quante volte siamo tentati di mettere alla prova Dio. Quante volte nel momento della difficoltà vorremmo mettere alla prova Dio... e arriviamo a dubitare della sua presenza.
La Quaresima è il tempo nel quale rientrare in noi stessi. Tempo nel quale chiederci qual è la nostra fame, quanto mettiamo Dio al primo posto e ancora come ci fidiamo di Lui, della sua Provvidenza, del suo accompagnarci nel cammino quotidiano della vita.
Rinnovare la nostra professione di fede è un rispondere a queste domande. Non fermandoci ad un solo dire ma anche e soprattutto ad un vivere con le nostre scelte, di conseguenza!